Author: Pannasmontata
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TOM VERLAINE A LECCE - 14/04/2008
Mi sento un pò come Miss Italia dell'11 Settembre a scrivere per la prima volta oggi, giorno dello scrutinio, in maniera critica sul mio blog. Ma il concerto di Tom Verlaine è stato ieri ed ha senso scriverne oggi.
L'emozione provata a vedere ed ascoltare da vicino uno dei padri della musica rock contemporanea è stata grandissima. Lui autore di un riff di chitarra che ancora oggi viene copiato, riformulato, ballato, emulato, campionato. Lui padre di due accordi e di linee vocali secche, immediate, conosciute. New yorkese come i Velvet Underground, come i New York Dolls, come i Ramones. New Yorkese e distante, vicino al pubblico solo con la musica. La musica, il suo taglio di capelli, ora pochi, le foto dei primi due dischi sempre in giacca. A sedici anni, quindi sedici anni fa, avevo formato il mio primo gruppo: i Master Rockers. Facevamo cover. Ero fissato con i doors e il punk e facevo troppi assoli e con troppo delay.Un pomerggio Ivan, il chitarrista bravo del gruppo, arriva per il caffè con una cassetta. Quando dalle casse del mio Irradio portatile da 150 watt parte Marquee Moon sento un brivido, sento le mie gambe muoversi, sento tutto quello che desideravo sentire.
I television sono stati grandi ed importanti per me. Sono stati grandi ed importanti anche per gli Interpol. E poi? Direi che lo sono stati anche per i Sonic Youth, per i Pavement..beh i Television te li ritrovi un pò dovunque. Nella new wave, nel post rock, nell'indie.
I Television sono storici, importanti, essenziali. Sono un pò come il giovedì o come il prezzemolo, vuoi o non vuoi te li ritrovi in un discorso, in un disco, in uno scaffale, su una spilla, su una maglietta, in un caschetto e una giacca.
A Lecce li puoi incontrare. Meglio, puoi incontrare il loro cantante, il loro compositore, un'importante parte creativa del gruppo. E allora il cuore ti si riempie di gioia. E pensi che può essere difficile ritrovarlo in concerto. Magari in Italia in altre città, ma spostarsi è sempre caro. Anche il biglietto di 15 euro è un biglietto non economico, ma è Tom Verlaine, viene da New York, è la storia, e non credo che a New york o a Roma costi di meno lo spettacolo.
A Lecce finalmente incontri Tom Verlaine, incontri i Television. Ma non li trovi. Non li trovi nei musicisti che si vestono anni '70, non gli incontri negli studenti che hanno il loro album perso in 200gb di hard disk, non li trovi nelle persone che vestono proprio come lui, non li trovi in quelli che hanno messo sul loro blog o myspace le influenze più varie tra cui anche i Television, non li trovi tra quelli che non se ne sbattono niente, non li trovi tra quelli che non vanno nemmeno ai concerti a 5 euro ed hanno un gruppo, non li trovi tra quelli che mentre mandano in un locale della musica stanno fuori tutta la sera, non li trovi tra chi non si sente più spettatore, alla fine non li trovi ma li incontri. In fondo la musica la musica che ho trovato a Lecce l'ho trovata sempre buttata in una cantina, in un mercatino, impolverata, violentata da vasi o vecchie lampade appoggiate sopra. La musica di Lecce l'ho trovata e ne trovo un sacco, sempre entusiasta, sempre pronta ad uscire fuori, a spaccare il culo. Non la trovo mai ai concerti però. C'è la recessione in Italia. Ma non è solo questo. C'è il disinteresse a Lecce, e anche nel resto d'Italia. Disinteresse che parte dai musicisti. Disinteresse che non alimenta la musica, che fa capire che non esiste nessuna scena. Forse è meglio così. Allora basta nel dire che il salento non è solo pizzica e reggae, perchè a parte pochi, il salento non è rock n roll. Viva il rock n roll.
Tobia Lamare